Bankageddon di Alex Ricchebuono


Alex Ricchebuono libro Bankageddon sulla crisi finanziaria

Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

Bertrand Russell

Mi ha colpito molto la storia di Alex Ricchebuono. Non è uno scrittore. È un esperto di finanza. Un giorno mentre sta andando ad un appuntamento di lavoro in pieno centro a Milano si conficca con la moto nell’auto di una signora che fa una svolta a U all’improvviso : tante fratture, lesione alla milza, emorraggia celebrale e coma farmacologico per 48 ore. Durante i sei mesi di fisioterapia, tutte le sensazioni e le esperienze vissute hanno iniziato a rimbalzare nella sua testa fino all’idea di scrivere un libro.

L’emorraggia celebrale deve aver stimolato qualcosa nel suo cervello. Doveva scrivere un libro. La storia di Alex Ricchebuono mi era rimasta impressa e così ho deciso di seguire un webinar per la presentazione del suo libro. Le sue riflessioni su temi complessi come la crescita, la finanza, il lavoro mi hanno intrigato e così sono corso a comprare Bankageddon.

Forse perché ho fatto delle esperienze simili, anche se in un settore diverso, ma anche a me è successo quanto accaduto ad Alex Ricchebuono. Non ho avuto un incidente in moto ma ad un certo punto della mia vita ho iniziato ad avere l’esigenza di scrivere. Io odiavo i temi al Liceo ed ora eccomi qua a riflettere e scrivere.

Al Liceo faticavo ad arrivare alla sufficienza nei temi d’Italiano. Ora un fiume di pensieri da scrivere.

Alex Ricchebuono, Bankageddon

Sarà sempre per questa affinità con l’autore ma ho apprezzato molto il suo libro Bankageddon. Non è un saggio. È un libro che fa riflettere sul tema della crescita continua dell’economia a favore di pochi.

Bankageddon è un romanzo, storico-finanziario, che racconta cosa è successo sui mercati a partire dal 2008, attraverso le vicissitudini di Giovanni, un ex banker della City Londinese, che dopo essere stato ingiustamente licenziato, apre un blog di contro-informazione finanziaria per vendicarsi e svelare le vere cause da dietro le quinte. Il blog è solo l’inizio del viaggio alla scoperta di se stesso.

Il viaggio di Giovanni è il viaggio che hanno intrapreso tanti manager, figli degli anni 80 e 90, e che oggi, dopo essere stati proprio loro ad alimentare la crescita infinita, si chiedono se ha senso continuare ad alimentare un mondo fatto così.

Non esiste una ricetta facile ma almeno vale la pena dedicare del tempo a riflettere sulle possibili alternative.

Bankageddon è un bel viaggio. Dalla City alla Patagonia, dal codice Voynich alla Cappella Sistina, da John Law e la bolla dei tulipani a Parma fino ad arrivare ai misteri del numero 13.

Mi sono segnato alcuni appunti che voglio condividere qui con te. Spero possano aiutarti a riflettere un po’.

Che fine ha fatto il ragazzo arrivato a Londra dieci anni prima?

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Mahatma Gandhi

Questa è la domanda che mi faccio anche io spesso. Dentro alla storia di Giovanni c’è la storia di Alex Ricchebuono, la mia ma anche la tua storia.

Ad un certo punto della carriera lavorativa oppure a seguito di un evento brusco come il licenziamento, ti piombano nella tua testa tutti i ricordi della tua infanzia.

  • la vita nel paese
  • le lucciole d’estate
  • lo struscio sul corso principale del paese
  • i pomeriggi infiniti con gli amici
  • le passeggiate nei prati
  • la voglia di scappare e di diventare qualcuno in giro per il mondo

Poi avvogli veloce il nastro e ti chiedi. Ma i sogni che avevo nella mia infanzia, sono riuscito a realizzarli? Ho fatto le scelte giuste inseguendo il successo lavorativo?

Giovanni dopo il licenziamento inizia proprio a ripensare alla propria infanzia.

Del ragazzo arrivato a Londra dieci anni prima era rimasto davvero poco. Si rivide da piccolo, quando passava lunghi periodi estivi nella casa di campagna della famiglia della madre, in Lunigiana, a Montereggio, uno di quei paesini medioevali arroccati sulle colline tra le province di Parma, La Spezia e Massa Carrara, a pochi chilometri dal mare. I nonni possedevano una bella cascina. Insieme a sua sorella Giulia, due anni e mezzo più piccola di lui, venivano ogni volta proiettati in un mondo fatato. Preso dalla vita frenetica della metropoli londinese, non tornava mai neanche per un attimo col pensiero a quei giorni di corse nei campi di grano a caccia di farfalle.

Il viaggio

Il solo vero viaggio, la sola immersione nella conoscenza non lo si fa con l’andare verso nuovi paesaggi, bensì con l’avere occhi diversi.

Marcel Proust

La prima cosa che decide di fare Giovanni dopo il licenziamento è un bel viaggio ai confini del mondo. Buenos Aires, Patagonia Argentina e Fortaleza. Vuole arrivare all’ultimo avamposto civilizzato per ritrovare se stesso.

Non so perché la prima reazione ad un trauma o ad un cambiamento improvviso è decidere di partire per un viaggio ma è così. Succede molto spesso. Immergersi nella natura o incontrare persone completamente diverse dall’altra parte del mondo possono aiutare a riflettere su stessi. Non solo. Quando penso a dei momenti di estrema felicità spesso mi vengono in mente i viaggi che ho fatto. La stessa cosa succede al protagonista del libro che dice: Se qualcuno gli avesse chiesto che cosa poteva assomigliare la felicità, avrebbe descritto quei momenti di nitida consapevolezza.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

John Steinbeck

La grande Crisi del 2007-2008

L’ingordigia, l’avidità e l’ipocrisia percepiscono ricchi compensi, mentre la verità va in giro a chiedere l’elemosina.

Martin Lutero

Nel bel mezzo della crisi esistenziale di Giovanni, esplode la crisi dei mutui subprime del 2007-2008. Tanti nomi strani e acronomi come FED, SEC, TARP, AIG, Fannie Mae e Fannie Mac. Ma in fondo cosa ha causato il fallimento di una delle più grandi banche Americane di investimento come Lehman Brothers? Giovanni prova a spiegare a sua madre tutte queste diavolerie.

<< Mamma, è come produrre un succo di frutta dove al posto delle arance si usano coloranti e polverine e di naturale non c’è più nulla>>.

<< Ma che c’entrano le spremute con i tioli tossici?>>.

<<C’entrano eccome mamma. Se uno apre un negozio biologico e poi vende quella robaccia, stai certo che in poco tempo chiude>>

Crescita infinita

Quante volte hai sentito dire che la soluzione è la crescita? Io la chiamo la soluzione ad ogni male. Tutti i mezzi di informazione del mondo sembrano coalizzati su questo argomento. La soluzione è la crescita. La crescita porta lavoro, benessere e addirittura anche felicità. Tutti hanno creduto a questa bella favoletta fino al 2007. Era dal 1929 che non succedeva qualcosa di simile e l’uomo ha la memoria corta.

Dal 2007 in poi in tanti hanno ripensato al proprio modello di vita, si è iniziato a parlare di modelli circolari, di riutilizzo di beni usati. Tante persone hanno capito che una vita più semplice con pochi beni materiali può essere anche più felice.

Il tormentone della crescita come soluzione a tutti i mali continua. Non è mica morto. Non esistono soluzioni semplici ad un problema così complesso ma di sicuro chiunque ha a cuore il futuro del mondo deve ragionare su cosa si può fare per cambiare le cose in meglio. La favola della crescita infinita non regge più.

Si potrà sopravvivere alla fine della crescita economica, solo se ci rendiamo conto per quale motivo sta accadendo tutto questo e iniziamo a lavorare tutti insieme al di là del credo religioso, della razza e degli interessi di ognuno di noi. Il nostro pianeta è uno solo e di questo ci dobbiamo prendere cura.

Alex Ricchebuono, Bankageddon

Le Banche

Oggi le banche sono considerate sinonimo di avidità ed egoismo, in origine avevano tutt’altri obiettivi.

Alex Ricchebuono, Bankageddon

La prima banca del mondo fu fondata in Italia a Genova nel 1406. Il Banco di San Giorgio.

Monte e Banco dei poveri, Monte della pietà, Banco Ave Gratia Plena. Sono solo alcuni nomi delle banche che esistevano tra la fine del sedicesimo e il diciannovesimo secolo. Perchè questi nomi così caritatevoli?

Non ci avevo mai riflettuto. Il libro mi ha portato a scoprire che molte di queste banche erano nate proprio per aiutare le persone in difficoltà. La funzione del Monte di pietà era quella di finanziare persone in difficoltà fornendo la liquidità necessaria per il loro sostentamento ma più di frequente per aiutarli a intraprendere piccole attività commerciali.

Lo stesso vale per l’Istituto Bancario San Paolo a Torino. Nel 1563 venne fondata la Compagnia della Fede Cattolica di San Paolo con l’obiettivo di aiutare a sollevare la popolazione dalla povertà provocata dalle dominazioni estere.

Che cosa è successo nel frattempo? Sembra impossibile pensare a queste cose oggi, tutti oppressi dai risultati del trimestre. Crescita infinita e trimestre. I due nuovi Dei.

La Bolla dei tulipani

La bolla dei tulipani è la bolla delle bolle. Ne abbiamo viste ultimamemente di bolle, il settore immobiliare, le azioni Tech e le cryptovalute. Ma te lo immagini un bulbo di tulipano che arriva a costare 300 mila euro?

Nel 1623 un bulbo è arrivato a costare 1000 fiorini (50000 euro oggi), nel 1625 era raddoppiato a 2400 fiorni (100000 euro oggi) e alla fine, prima del crollo, è arrivato a costare 6000 fiorini (300000 euro oggi).

I fiori erano diventati uno status simbol tra i ricchi olandesi. I prezzi continuarono a salire senza sosta fino al 1637. Qualcuno si accorse che le ormai le quotazioni erano folli ed iniziò a vendere. In soli due giorni il prezzo dei tulipani crollò del 90%.

La bolla dei tulipani è sempre dietro l’angolo. Chissà quale sarà la prossima bolla? L’uomo non ha memoria ed ogni volta pensa, questa volta è diverso.


Se ti interessa approfondire il concetto di bolla o crisi, leggi il mio articolo sul Cigno Nero di Nassim Taleb


Conclusioni

  • La crescita infinita non esiste
  • L’uomo non ha memoria. Ogni volta che si crea una bolla pensa ma si questa volta è diverso.
  • La decrescita felice è possibile? Non saprei. Tema complesso. Sicuramente qualcosa di diverso ce lo dobbiamo inventare.
  • Ogni viaggio è un’avventura alla ricerca di se stessi.
  • La storia ci può insegnare tante cose. Impariamo dal passato.
  • Da un momento difficile può sempre nascere un’opportunità.

Capita spesso che le gabbie mentali in cui ci rinchiudiamo ci facciano sentire precluse possibilità che addirittura spesso non riuscivamo neanche ad immaginare. Il mondo che vediamo e quello che viviamo nella maggior parte dei casi ci bastano o più probabilmente ce li facciamo bastare, convinti che siano gli unici possibili.

Alex Ricchebuono, Bankageddon

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Chi è Alex Ricchebuono?

alex ricchebuono

Alex Ricchebuono, grande appassionato di Storia Economica ed Evoluzione Monetaria, scrive articoli e libri e da anni si occupa di divulgazione finanziaria. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino, ha lasciato l’Italia molto giovane per lavorare tra New York, Parigi e Londra con alcuni tra i più importanti Gestori Patrimoniali del mondo. Ha maturato oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’Asset Management e dell’Investment Banking ricoperendo ruoli di responsabilità per importanti società del settore finanziario: Credit Suisse, Janus Capital, Brevan Howard (UK), BNP Paribas e altri grandi Operatori internazionali. Nel 2013 è ritornato a Milano e attualmente è Partner e responsabile per la distribuzione di fondi di Terzi ad Advanced Capital SGR, prima Società ad aver lanciato un fondo di fondi di Private Equity nel Sud Europa. Ha condotto il documentario in quattro puntate Money Art andato in onda su RAI 5 uno dei canali Culturali della Radio Televisione Italiana, nel quale ha raccontato gli intrecci tra il mondo della Finanza e quello dell’Arte. Ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente del Comitato Promotore delle Coniazioni Ufficiali di EXPO 2015.

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2 commenti
  1. Alice
    Alice dice:

    Ciao Stefano, purtroppo io e la finanza siamo mondi opposti…anzi posso affermare che viviamo in due universi paralleli, però la tua recensione mi piace. Condivido il pensiero che da un’esperienza negativa nascono nuove opportunità e non c’è niente di meglio di un viaggio per ritrovare un po’ di equilibro.

    Rispondi
    • stefano
      stefano dice:

      grazie Alice per il commento. Penso che oggi non possiamo fare a meno di provare a capire il mondo della finanza. Il motivo è che le multinazionali della finanza decidono le sorti del mondo e la vita delle persone. Economia e finanza sono nate per supportare la vita dell’uomo. Il denaro è nato per facilitare la vita dell’uomo. Oggi ci ritroviamo in una situazione opposta. È la finanza a regolare la vita delle persone e non il viceversa. C’è tanto da fare.

      Rispondi

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