Il Mistero del Cinema, Bernardo Bertolucci


Bernardo Bertolucci il mistero del cinema, il libro

Eppure dopo tanti anni, dopo tanti film, tutto mi sembra ancora molto misterioso. La nascita di un film, la prima idea, il linguaggio della tua macchina da presa, lo stile, l’alchimia tra i luoghi, gli attori, le luci. Eppure il film che ho davanti rimane ancora un mistero.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Ho tre ricordi legati a Bernardo Bertolucci, due del tempo del liceo e uno del periodo universitario.

Il primo è il film l’Ultimo Imperatore, uno dei film che ha vinto più riconoscimenti nella storia del cinema, tra cui nove Oscar e nove David di Donatello. Nel 1987 tutti parlavano di quel film. A me non sono mai piaciuti i film storici e ancora meno in quegli anni dove la mia attenzione era catturata da tutt’altro. Dicevo sempre tra me e me, ma che ci troveranno tutti in questo film storico, lungo e noioso. Quando ripenso ad alcune cose del mio passato mi viene da ridere.

Il secondo ricordo è legato ad Ultimo tango a Parigi, il secondo film italiano di maggior successo per numero di spettatori. Era il film dello scandalo, censurato. Alla fine dell’iter giudiziario Il regista Bernardo Bertolucci fu privato dei diritti politici per cinque anni e fu condannato a quattro mesi di detenzione (pena poi sospesa). Non ero riuscito a vederlo ma immaginavo chissà quali scene erotiche tra Marlon Brando e Maria Schneider. Fantasticavo su Parigi e su tutte quelle scene intraviste su immagini catturate nei giornali. In realtà si tratta di un film che parla del disagio della relazione tra uomo e donna e non contiene scene esplicite. Oggi fa ridere pensare alla censura ma all’epoca fu qualcosa di molto serio.

Il terzo è Io Ballo da sola con Liv Tyler, figlia del leader degli Aerosmith Steven Tyler. Io avevo solo qualche anno in pìu della raggiante diciannovenne americana Lucy che trascorre il periodo delle vacanze in un casolare sulle colline Senesi. Proprio lì Lucy passa un’estate che non dimenticherà mai. Una colonna sonora mozzafiato e tanti sogni. Mi ricordo ancora quando vidi la scena in cui Liv Tyler balla ascoltando Rock star delle Hole. Questo è stato il film che mi ha fatto scoprire il genio di Bernardo Bertolucci. Poi con il tempo ho rivisto tutti i suoi capolavori.

Di certo non mi sono perso Il libriccino Il Mistero del Cinema edito dalla Nave di Teseo e uscito in occasione dell’anniversario degli 80 anni dalla nascita, il 16 marzo 1941, di Bertolucci.

Il libro racchiude le parole di Bernardo Bertolucci quando gli fu conferita la laurea honoris causa in Storia e Critica delle arti e dello spettacolo presso l’Università di Parma. È un libro intimo, delicato e pieno di riflessioni sulla vita. Ma non solo. È una lettura breve e piacevole.

Il Mistero del cinema è un viaggio, che parte dal paese fuori dal tempo di Casarola per arrivare a Pechino, passando per Parigi e il cimitero giapponese dove si trova la tomba di Ozu.

Questo libro è un piccolo tesoro sul mistero dell’arte.

Ho estratto le frasi che mi hanno colpito di più e ho aggiunto qualche mia riflessione.

La prefazione di Clare Peploe, la moglie di Bernardo Bertolucci

Le inquadrature di Bernardo, naturalmente sensuali, carezzano volti, oggetti, paesaggi e racchiudono in sé la stessa meraviglia del bambino e del ragazzo.

Clare Peploe

Il mistero dell’arte

Alcune volte giri e non sai ancora cosa farai con quelle inquadrature, dove le metterai, che cosa comunicheranno. Tutto sembra così chiaro, eppure ancora, dopo tanti anni, dopo tanti film, tutto sembra così pieno di mistero.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

L’arte, un libro, una canzone, un quadro, una foto, uno scritto sono tutti misteri. Tante volte non c’è niente di buono ma una sola volta avviene il miracolo e nasce il capolavoro.

La provincia, Casarola

Non potevo non cominciare da qui, da Casarola, dall’origine appenninica, da un paese e una casa che per noi erano da sempre state fuori dal tempo, un luogo in cui vivere protetti dal mondo.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Ognuno di noi ha il proprio paese nell’animo. Io ricordo benissimo gli odori della credenza dei nonni. Passavo le mie estati in un paesino a metà tra la montagna e la collina. L’odore del finocchio selvatico, delle fascine e dei fiorellini gialli.

Il maestro, Pierpaolo Pasolini

Fare Accattone non significava soltanto imparare il cinema, quello vero, e farlo di fianco ad un poeta che stava a sua volta cercando di imparare un’altra lingua, fare Accattone voleva dire abbracciare una certa visione del mondo.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Quando passo davanti al palazzo di via Giacinto Carini 45 a Monteverde Vecchio, dove viveva Bernardo Bertolucci con i suoi genitori, penso sempre allo stupore di un ragazzo di diciassette anni appassionato di cinema che si sente fare una proposta incredibile da Pasolini.

Pasolini: “Vuoi fare l’aiuto regista per il mio primo film, l’Accattone?”

Bernardo Bertolucci: “Non so se sono capace, non ho mai fatto l’aiuto”

Pasolini: “Neanche io ho mai fatto un film”.

Pier Paolo Pasolini era amico del papà di Bernardo Bertolucci, il poeta Attilio Bertolucci. A partire dal 1959 Pier Paolo Pasolini si trasferisce in un appartamento al primo piano nello stesso palazzo dove abita il giovane Bernardo che inzia scrivere poesie e farle leggere a Pasolini. Bernardo pubblicherà poi un libro con tutte le sue poesie dal titolo In cerca del mistero.

Scrive poco, non è grafomane, e lo si vede, che scrive proprio al momento giusto, e i momenti giusti sono pochi.

Pier Paolo Pasolini

Essere il più giovane di tutti

Mi ricordo oggi “La commare secca” come un film girato in uno stato di trance, dovuto sia al primo contatto con il mestiere del regista e con tutte le forme di responsabilità e fermezza che presuppone, sia al fatto che tutto questo succedesse in un periodo particolare della mia vita. Abitavo in casa con i miei, a Roma, in via Carini.

Certo, essere il più giovane nella troupe voleva dire lottare su tutto, non abbassare la guardia nemmeno un momento, non cedere mai, non dare mai segni di debolezza. Dovevo dimostrare ancora di più di essere all’altezza della situazione, di avere il diritto di dare ordini a tutti.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

L’infanzia

Ho spesso parlato della mia infanzia come di un paradiso e ho detto che si è protratta in modo quasi innaturale, così che potrei quasi dire che è finita solo quando mio padre è morto: mi sono ritrovato a sessant’anni come se non fossi mai stato adolescente e adulto.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Il piacere della scrittura

La scrittura è la scienza dei godimenti del linguaggio, il suo kamasutra e di questa scienza l’unico trattato è la scrittura stessa.

Roland Barthes – Il piacere del testo

Bernardo Bertolucci scopre la scrittura a soli 6 anni e non l’ha più abbandonata. Ha inziato sin da piccolo da imitare suo padre Attilio.

Come cercare il proprio stile

Non ho mai pensato allo stile del film come a un progetto cui dovevo attenermi, come a un obiettivo da raggiungere secondo idee precostituite.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Conclusioni

  • L’arte è un mistero
  • Non cercare lo stile, non pensare secondo idee precosituite
  • Scrivere è un piacere
  • Fatti rispettare se sei il più giovane di tutti
  • Tieni dentro di te il tuo paese fuori dal tempo
  • Cerca sempre di avere un grande maestro

Era come se qualcosa venisse insieme ordinato e scompaginato, rimesso in gioco, illuminato e finalmente compreso o non compreso nel suo mistero.

Bernardo Bertolucci – Il mistero del cinema

Chi è Bernardo Bertolucci?

Bernardo-Bertolucci-biografia

Bernardo Bertolucci non si è mai fermato. La sua vita è stata un viaggio partito da Parma (nel Marzo del 1941) e conclusosi a Roma il 25 Novembre 2018. È morto a 77 dopo aver combattuto per un decennio contro una malattia che lo aveva costretto in sedia e rotelle. Nonostante la malattia, era riuscito a girare un grande film come Io e Te.

È uno dei registi più importanti del cinema internazionale, ha diretto molti film di notevole successo come il Conformista (1970, dall’omonimo romanzo di Moravia), Ultimo Tango a Parigi (1972), Novecento (1976), La luna (1979), La tragedia di un uomo ridicolo (1981), L’ultimo Imperatore (1987, vincitore di 9 premi Oscar e 4 Golden Globe), Il tè nel deserto (1990), Piccolo Buddha (1993), Io ballo da sola (1996), L’assedio (1998), The Dreamers – I sognatori (2003), Io e te (2012). È l’unico italiano ad aver vinto un Oscar per la regia. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al festival di Cannes.

Una bella intervista

Se vuoi scoprire qualcosa di più rispetto alle biografie ufficiali di Bernardo Bertolucci puoi leggere l’intervista a Tiziana Lo Porto, l’«amica dj», come la definiva Bernardo.


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