Carlo Verdone, La carezza della memoria e l’aerosol


Carlo Verdone Libro La carezza della memoria

Io vivo di ricordi, perché sono l’unica prova che ho vissuto e che non sono solo esistito. Il ricordo è sempre un conforto, una certezza, l’illusione di una vita che continua. Nessuno te lo può rubare, non può essere inquinato o manipolato.

Carlo Verdone, La carezza della memoria

In questi giorni ho avuto un brutto raffreddore.

All’inizio non mi sono curato con medicinali, solo miele e tisane. Ma il raffreddore è peggiorato e mi sono dovuto mettere a fare l’aerosol.

Per alleviare la noia delle sessioni mattutine e serali dell’aerosol ho iniziato a leggere il libro di Carlo Verdone La carezza della memoria.

Ho mantenuto un percorso abbastanza costante, una sessione di aerosol e due capitoli del libro. Dopo circa quattro giorni di aerosol, ho iniziato a senmtirmi meglio ed ho finito di leggere il libro.

Ho provato a chiedermi perchè Carlo Verdone riesce così a catturarti l’animo, a coccolarti quando ti senti un po’ malinconico ma nello stesso tempo anche a divertirti.

Ho fatto quello che il signore dalle lenti spesse, studioso della commedia dell’arte, dice a Carlo Verdone di non fare durante il suo incontro a Praga, dove era andato con suo papà Mario per delle conferenze sul cinema italiano. “La fotografia non ha bisogno di essere spiegata. Lo stupore non ha bisogno di parole”. L’arte, i film, i libri di Carlo Verdone non hanno bisogno di essere spiegati.

È vero. Ma la mia riflessione voglio condiverla con te lo stesso.

La carezza della memoria è una delle cose migliori che ho fatto nella mia carriera.

Carlo Verdone

Carlo Verdone è quella voce che abbiamo dentro di noi che ci fa riflettere sulla vita, che ci chiede una pausa dalle corse quotidiane inutili, che ci fa emergere quello che abbiamo dentro e non riusciamo ad esprimere. Riesce a farci ridere e commuovere nello stesso momento. Verdone esalta la bellezza della nostra normalità e del tempo che passa.

La vita anche nei suoi aspetti più imbarazzanti o dolorosi appare magica.

Questa è la mia spiegazione che ha poca ragione di esistere.

Mentre il raffreddore a poco a poco scompariva, ho riso, ho riflettuto e mi sono commosso.

Ogni parola sembra al posto giusto. Ogni foto ti fa venire voglia di tornare indietro per osservarla meglio. L’odore della carta è molto piacevole, mi è sembrato di sentire l’odore fumetti che compravo in edicola tanti anni fa.

Rispetto al libro precedente, La casa sopra i portici, qui non vengono raccontati i fatti principali ma quelli che non rientrerebbero in una biografia ufficiale. È pieno di riflessioni personali, sincere e mai noiose. È un libro carico di amore per i figli Giulia e Paolo, per suo papà Mario, per sua mamma Rossana, per sua moglie Gianna, per l’amicizia, ma soprattutto, per la vita.

Ho scelto le mie tre storie preferite che casualmente sono una di seguito all’altra nel libro.

  1. La prima storia mi ha fatto più emozionare
  2. la seconda storia più riflettere
  3. la terza storia più ridere.

1. Maria F. e le piccole Storie

Nella vita ti succedono certe piccole storie a cui resti legato anche se sono durate poco.

Carlo Verdone, La carezza della memoria
Carlo Verdone La Carezza della memoria, Sul terrazzo condominiale di casa Verdone. La Foto è stata scattata da Maria F.

Questa è la storia che mi ha fatto più emozionare.

L’amore per una ragazza completamente diversa da te, dal tuo ambiente. Un incontro casuale e inaspettato in via Panisperna, nel quartiere Monti a Roma. Tutto nato per accompagnare l’amico calabrese “mignottaro”.

La timidezza e la voglia di buttarsi in un mondo inesplorato. Il cuore che batte forte ed un’emozione travolgente.

Sullo sfondo i colori di Roma, il Gianicolo, la Basilica di Sant’Andrea della Valle, la terrazza su Ponte Sisto, la terrazza del Pincio e la lambretta.

La luce a Roma cambia in fretta. Dopo le tre del pomeriggio ogni venti minuti la città si trasforma, il sole si avvia lentamente al tramonto diventando sempre più rosso per scomparire infine dietro al Gianicolo.

Carlo Verdone, La Carezza della Memoria

2. Torino e la paura di inziare

Carle’ è giunta l’ora di cogliere al volo le occasioni!

La mamma di Carlo Verdone, La carezza della memoria.
Carlo Verdone La carezza della memoria libro, Foto con Francesco Nuti e Massimo Troisi a Torino

Questa è la storia che mi ha fatto più riflettere.

L’occasione della vita, andare a registrare un programma televisivo Non Stop a Torino. L’indecisione e la paura. Il supporto della famiglia e la spinta della mamma nel momento decisivo. Il treno che porta via un ragazzo di ventisette anni. La prima vera opportunità di lavoro. L’albergo squallido dove alloggiare scelto dalla mamma. Le telefonate a casa per sfogarsi. I colleghi dell’avventura Umberto Smaila, Jerry Calà, Ninì Salerno, Franco Oppini, Massimo Troisi, la Cenci, Benvenuti, Francesco Nuti. Un incontro incredibile sul treno. I primi successi e la notorietà. Il primo libretto al portatore al Monte dei Paschi di Siena e la prima auto, una Fiat 127 bianca.

Tu avrai molto successo.

Lo sento. Hai entusiasmo. Le persone come te ce la fanno, fidati di me.

Un incontro particolare sul treno Roma Termini – Torino Porta Nuova, Carlo Verdone, La carezza della memoria

3. La Bisca, er Saraga, Silvano er Cilindro e il flipper

A stronzo… Be’… Mo’ nun parli più?

il Coatto della Bisca dietro Piazza Navona. La carezza della memoria
Carlo Verdone, il libro la carezza della memoria, foto del portone della bisca dei flipper in piazza della Trinità dei Pellegrini.

Questa è la storia che mi ha fatto più ridere.

Lo ricordo bene perché tornato a casa scrissi subito tutto nel mio quaderno di appunti per poterne fare l’imitazione.

Carlo Verdone, La Carezza della memoria

I ragazzotti della Roma degli anni sessanta e settanta. Quelli che sarebbero diventati, senza saperlo, i protagonisti dei film Un Sacco Bello, Bianco Rosso e Verdone e Troppo Forte. Vespe e Lambrette con la doppia marmitta, Morini, Gilera o Aermacchi con la testata abbassata. Gli unici due argomenti: fica e motori. La bisca con i flipper vicino piazza del Monte di pietà. “A bella cavalla…. Se cerchi ‘n fantino l’hai trovato”. Un racconto di un megalomane coattone “.. stavamo dietro a ‘n distributore sulla Collatina…”. L’amplesso con il flipper di un quarantenne in jeans e camicia aperta in una bisca vicino Piazza Navona “E godi, li mortacci tua! Godi… Io te sfonno! Te sfonno!”

Dove e quando è stato scritto il libro La carezza della memoria

Nel suo profilo instagram, Carlo Verdone ha rivelato dove ha scritto il libro La carezza della memoria. L’ha scritto nel tavolo del suo studio della casa in sabina. Era il tavolo da pranzo della famiglia di sua madre negli anni 30′ ed è poi diventato il tavolo da pranzo della famiglia Verdone. In quello stesso tavolo Verdone ha scritto in parte Un Sacco Bello e Bianco Rosso & Verdone.

Il libro è stato iniziato a marzo 2020, mentre esplodeva la pandemia del Coronavirus, ed è stato terminato il 25 dicembre 2020.

Carlo Verdone, la scrivania dove ha scritto La carezza della memoria, Foto da instagram

Conclusioni

Che cos’è La Carezza della Memoria e a cosa serve

  • La carezza della Memoria è:
    • un libro che ti coccola e ti fa compagnia
    • una bella chiacchierata con Carlo Verdone.
    • un sacco bello.
    • troppo forte.
  • Non leggere il libro in caso di allergia alle emozioni.
  • In alcuni casi allevia i sintomi del raffreddore.

Cosa devi sapere prima di leggere il libro

Avvertenze e precauzioni

  • Interrompere la lettura se non si osserva un miglioramento dell’umore dopo 3 giorni.
  • Evitare la lettura in caso di allergie al borotalco.
  • Può essere letto in viaggio con papà.

Come leggere il libro

  • Ogni capitolo è legato ad una foto. Ogni capitolo è una storia a sé.
  • Il libro può essere letto senza un particolare ordine.
  • Prima di leggere il libro è consigliata la visione di due film: Borotalco e Al lupo al lupo.
  • Leggere dopo aver lavato le mani con acqua e sapone.
  • Può essere letto a casa di Alice.

Possibili effetti indesiderati

  • la lettura del libro può provocare riso e pianto contemporaneamente
  • si possono manifestare reazioni allergiche nei soggetti privi di sensibilità
  • in rari casi, dopo la lettura può capitare di urlare: maledetto il giorno che ti ho incontrato!

Come conservare il libro

  • conservare la carezza della memoria fuori dalla portata di:
    • persone che non amano riflettere
    • persone che non si sanno prendere in giro
    • compagni di scuola.
  • non ha data di scadenza.

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

Gabriel García Márquez

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2 commenti
  1. Alice
    Alice dice:

    La foto di Verdone seduto davanti al tavolo di famiglia, l’ ho vista “ciacciando” in rete e parlava proprio di questo libro. Ero indecisa se prenderlo così l’ho messo in lista…mannaggia adesso lo devo leggere per forza…
    anche solo per capire perché chi è allergico al borotalco non può leggerlo…😁
    Del passato mi piace pensare ( teoria letta di recente) che sia una continuazione del presente e che il presente sia la base del futuro…in poche parole non esistono passato, presente e futuro, ma solo presente così che qualsiasi decisione e azione compiuta è fondamentale per farti stare “dentro” al tempo. Non per tutti un “tuffo” nel passato può essere piacevole, altri preferiscono dimenticare…ma non puoi scappare perché volendo o no non saresti ciò che sei se non avessi vissuto certe situazioni.

    Rispondi
    • stefano
      stefano dice:

      Ciao Alice, non farmi sentire colpevole per averti convinto ad acquistare il libro di Verdone 🙂
      …. La parola Borotalco la trovi nel mio articolo perchè è un film che adoro. Pura citazione.
      Il passato qualsiasi sia fa parte di noi e i ricordi ci uniscono. I ricordi sono qualcosa di veramente nostro, nessuno ce li può rubare.
      Per questo hanno un grande valore.
      grazie per il tuo commento!
      Stefano

      Rispondi

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