La vita noiosa (pazzesca) di Stephen King

Stephen King

Devo farti una confessione. Scorrere la lista delle opere di Stephen King mi fa riflettere su quanto tempo ho perso nella mia vita.

Eppure il numero di ore ogni giorno è lo stesso per tutti. Come diavolo ha fatto Stephen King a scrivere un numero incalcolabile di libri e racconti? È una persona fuori dalla norma oppure ha capito il suo talento da giovane e ha focalizzato tutte le sue energie a sviluppare il suo talento con costanza?

Eppure Stephen King non ha avuto una vita facile. Tendiamo sempre a pensare le persone che hanno avuto successo sono persone aiutate da qualcuno o “figli di..” o ricche. Stephen King non è stato niente di tutto ciò.

Infanzia

Nasce a Portland nel 1947. Suo papà l’ha abbandonato quando era piccolo. Sua mamma ha fatto ogni tipo di lavoro per mantenere Stephen e suo fratello David. Ha lavorato come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie.

Stephen King da piccolo

Per alcuni anni la famiglia si sposta da un luogo all’altro: si stabilisce per brevi periodi in Indiana, a Milwaukee, infine nuovamente nel Maine.

La scuola e le prime esperienze con la scrittura


A causa di un morbillo e poi per problemi alle orecchie e alla gola, Stephen King passò 9 mesi della sua prima elementare a letto nella sua casa. Durante questo periodo divorò fumetti ed iniziò a scrivere storie. Niente televisione fino al 1958.

Fu proprio in questo periodo di noia e solitudine che iniziò a fantasticare e a sviluppare la sua incredibile creatività.

Nel 1960 inviò all’agente letterario e collezionista di fumetti Forry Ackerman un racconto per la rivista Spacemen. Il racconto fu rifiutato.

Una ventina di anni dopo Forry si mise in coda in una libreria, mentre King stava firmando copie, per avere una firma proprio su quella storia inviata tanti anni fa.

Forry Ackerman

Nel 1959 inizia a scrivere per un piccolo giornale, il Dave’s Rag, giornale prodotto dal fratello maggiore. Amava scrivere racconti, scriveva e inviava i suoi racconti senza tregua alle riviste. Ricevette tanti no.

Nel suo libro “On writing” Steve racconta che appese un chiodo nella sua camera dove conficcava le lettere dei no. Arrivato a quattordici anni il chiodo non bastava più, non riusciva a reggere il peso delle lettere.

Dal 1958 al 1966 la sua passione diventò il cinema. Vide tanti film nei due cinema vicino casa. Il film che lo colpì di più fu Il Pozzo e il Pendolo. Fu questo film ad ispirare un suo racconto che si mise a vendere a scuola. Alle due del pomeriggio fu convocato in presidenza dove gli fu chiarito che la scuola non era un mercato.

Frequenta la Lisbon Falls High School a Lisbon Falls. Durante il secondo anno di liceo crea il giornale “The Village Vomit” per prendere in giro i professori. Ci sono tutti i loro soprannomi e tutti i loro difetti fisici. Non tutti i professori gradiscono questo suo giornale. Scuse formali e due settimane di punizione.

Allora, e anche adesso, tendo ad attraversare fasi di pigrizia seguite da periodi di frenesia stacanovista

Stephen King – On Writing

Nel 1966 non arrivò la solita lettera del no. Viene pubblicato sulla fanzine Comics Review il primo racconto di Stephen King, intitolato I Was a Teenage Grave Robber.

Appena dopo la gita dell’ultimo anno di liceo, dove era direttore editoriale del bolletino scolastico, inzia a lavorare alla Filati & Tessuti Worumbo.

L’università e l’incontro con la sua futura moglie

Ecco la tabella di marcia delle mie ultime settimane al liceo. Sveglia alle sette, a scuola per le sette e mezzo, campanella di fine lezioni alle due, timbro del cartellino al secondo piano della Worumbo per le due e cinquantotto, otto ore a raccogliere nei sacchi scampoli di tessuto, fuori dallo stabilimento appena dopo le undici, ritorno a casa per mezzanotte meno un quarto, ciotola di cereali per cena, a letto distrutto, sveglia la mattina successiva con una giornata identica in programma

Stephen King – On Writing
Stephen King universita'

Si diploma nel 1966 e poi si iscrive all’università del Maine. Studia letteratura inglese e si mantiene agli studi universitari lavorando durante le vacanze estive.

Anche nel periodo universitario cura una rubrica regolare sul giornale universitario, “Maine Campus”, intitolata King’s Garbage Truck (Il camion di spazzatura di King).

Nel 1969 nella libreria dell’università conosce Tabby, la sua futura moglie.

Ha funzionato. Il nostro matrimonio è durato più a lungo di tutti i capi di Stato mondiali e se proseguiremo a chiacchierare, litigare, fare l’amore e ballare al ritmo dei Ramones, credo che resteremo insieme per sempre.

Stephen King – On Writing

Nel 1970, dopo la laurea, ottiene il certificato per poter insegnare alle scuole superiori, ma per circa un anno è costretto a svolgere le più diverse occupazioni (benzinaio, spazzino, bibliotecario e inserviente in una lavanderia industriale di Bangor definita da Steve “il buco del culo del mondo”), prima di diventare alla fine del 1971 insegnante di lettere alla Hampden Academy di Hampden. Arrotonda vendendo racconti a riviste maschili come Cavalier e Penthouse.

Dopo tre anni di matrimonio hanno due figli. Steve doveva pagarsi le bollette, mantenere la famiglia come tutti noi. Nessuna scorciatoia.

Stephen King prima auto

Sotto il profilo economico, forse due figli erano troppi per una coppia di laureati che lavoravano in una lavanderia e al secondo turno di un Dunkin’ Donuts.

A quei tempi la felicità andava a braccetto con una paura immensa.

Tabby indossava la divisa rosa di Dunkin’ Donuts e chiamava la polizia se gli ubriaconi entrati per una caffè diventavano turbolenti. Io lavavo le lenzuola dei motel e continuavo a sfornare filmini horror su carta.

Stephen King – On Writing

Steve realizza il suo sogno: il successo di “Carrie”

Mandai il dattiloscritto di Carrie alla doubleday, dove mi ero fatto un amico, William Thompson. Quasi me ne dimenticai e proseguii con la mia vita, che al tempo consisteva nell’insegnare a scuola, crescere i figli, amare mia moglie, ubriacarmi il venerdì pomeriggio e buttare giù racconti.

Stephen King – On Writing

Poi creò il romanzo “Carrie”, soliti innumerevoli tentativi per la pubblicazione, solita vita da insegnante a scuola, i figli che crescono e tanti sforzi per mantenere la famiglia. Fino alla fatidica telefonata:

Una domenica ricevetti una telefonata da Bill Thompson della Doubleday.

<< Sei seduto? >> mi domandò Bill.

<<No>> gli risposi. <<Dovrei?>>

<<Forse si. La signet si è aggiudicata per quattricentomila dollari i diritti per l’edizione tascabile di Carrie>>

Non avevo capito bene. Poco ma sicuro. <<Hai detto quarantamila dolllari?>>

<<Quattricentomila. Come da precisi accordi. Metà sono i tuoi. Congratulazioni Steve>>

Stephen King – On Writing

Nel frattempo nasce il terzo figlio. Purtroppo sua mamma non fece in tempo a vedere Steve come uno degli autori più famosi al mondo.

La vita si fa più dura

Al termine delle mie peripezie, ero ormai arrivato a scolarmi una cassa di lattine da mezzo litro a sera. C’è un romanzo, Cujo, che ricordo a malapena di aver scritto.

Nel periodo più brutto, non mi andava di bere e nemmeno di rimanere sobrio. Mi sentivo esiliato dalla mia stessa esistenza.

Comunque non smisi mai di scrivere

Stephen King – On Writing

Negli anni 80 Stephen King è diventata una star ma passa un periodo molto brutto. È in preda all’alcool e alla droga.

1999: l’Incidente

Alle 16 del pomeriggio del 19 giugno 1999 Steve esce per fare la consueta passeggiata lungo la Route 5. Il signor Brian Smith sfreccia con la sua Dodge, distratto dal suo rottweiler “Bullet”, sbanda e travolge in pieno Steve.

Subisce gravi traumi: polmone destro perforato, gamba destra fratturata, colonna vertebrale lesa in otto punti, quattro costole spezzate e lacerazione del cuio capelluto. Esce dall’ospedale il 9 luglio 1999, dopo tre settimane dal ricovero. Subirà in totale ben 7 operazioni.

Stephen King incidente

Dopo aver accettato in un primo momento le scuse dell’investitore, King decide di denunciarlo per fargli ritirare la patente. Acquista poi la Dodge per 1600 dollari con l’idea di sfasciarla prima possibile.

A cinque settimane dall’incidente con la monovolume di Bryan Smith, ricominciai a scrivere.

Il dolore all’anca era al di là di ogni immaginazione. E le cinqucento parole d’esordio furono un supplizio, quasi non avessi mai scritto niente in vita mia.

Quel pomeriggio non ci fu nemmeno un briciolo di ispirazione, solo una specie di cocciuta testardaggine, unita alla speranza che la situazione sarebbe migliorata se avessi insistito.

Stephen King – On Writing

Dal 2000 ad oggi

Il resto è storia nota a tutti. Tantissimi successi, premi, romanzi. La lista dei suoi romanzi parla da sola.

Conclusioni: Cosa ci insegna la vita di Stephen King?

  • La noia e l’isolamento stimolano la creatività
  • Si può realizzare un sogno anche senza essere ricchi e aiutati da potenti
  • Non ci dobbiamo fermare di fronte a tanti NO
  • Se vogliamo realizzare qualsiasi cosa ci servono costanza e caparbietà
  • Dietro ai successi c’è sempre tanta fatica
  • Passeggiare è un’ottima abitudine ma qualche volta è meglio restare a casa per leggere un libro 🙂
Firma Stephen King

La foto con il cane è di Kevin Bennet ed è tratta da Bangor Daily News.


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